Chi rinnova la propria assicurazione auto in questi mesi si trova davanti a un mercato diverso da quello degli ultimi anni. I prezzi continuano a salire, ma con una dinamica meno brutale rispetto al passato recente, mentre alcune novità normative stanno silenziosamente cambiando la struttura dei costi delle polizze. Capire cosa sta succedendo e quali margini di risparmio esistono davvero è diventato più importante che mai per chi vuole evitare di pagare più del necessario.
Quanto costa oggi l’RC Auto e come sta cambiando
Secondo l’ultima rilevazione IVASS, il premio medio effettivamente pagato per l’RC Auto è di circa 423 euro, con un aumento del 3,2% su base annua. Il dato più interessante, però, non è l’aumento in sé, ma la sua velocità: si tratta del terzo rallentamento consecutivo, segno che la fase di rincari più aggressivi registrata negli anni precedenti si sta attenuando, anche se i prezzi continuano a salire e non scendono.
Le cause dell’aumento restano legate soprattutto al costo medio dei sinistri, che continua a crescere anche quando il numero di incidenti diminuisce. L’elettronica sempre più sofisticata delle auto moderne ha reso costosa anche la riparazione di piccoli urti: sensori, telecamere e sistemi di assistenza alla guida fanno lievitare il conto delle carrozzerie anche per danni che un tempo sarebbero stati marginali. A questo si aggiungono l’inflazione sui ricambi e il costo crescente della manodopera specializzata.
Le stime per l’anno indicano un incremento medio compreso tra il 6% e il 10%, con rincari più marcati per specifiche categorie di assicurati: i neopatentati, i residenti nelle grandi città e chi utilizza il veicolo quotidianamente in condizioni di traffico intenso. Non tutti i rincari colpiscono quindi allo stesso modo, e questo è già un primo elemento da considerare quando si valuta un preventivo.
Le novità normative che incidono sul premio
Oltre alla dinamica dei sinistri, ci sono novità legislative che stanno modificando la struttura dei costi delle polizze auto. Tra gli emendamenti discussi nell’ambito della manovra economica figura una possibile maggiorazione dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive che le imprese assicurative sono tenute a versare, con un incremento stimato tra 0,25 e 0,5 punti percentuali. Si tratta di un aumento contenuto per le compagnie, ma che può tradursi in un rincaro effettivo trasferito, almeno in parte, sugli assicurati.
Più rilevante è la novità che riguarda la garanzia Infortuni al conducente, una coperture accessoria che molti contraenti affiancano alla RC obbligatoria per ampliare le tutele. L’aliquota fiscale su questa garanzia potrebbe passare dal 2,5% al 12,5%, un incremento significativo che, secondo alcune analisi, ha già portato la tassa sulle garanzie accessorie a quintuplicare in alcuni casi.
C’è però un correttivo importante di cui si parla poco: questo aumento fiscale riguarda le coperture accessorie facoltative, non la RC obbligatoria in sé, quindi chi rinuncia a queste garanzie extra può in parte evitarne l’impatto.
Un’altra novità attesa riguarda il decreto attuativo che dovrebbe rendere pienamente operative le polizze di durata inferiore all’anno, le cosiddette polizze infrannuali. Per chi utilizza l’auto solo in determinati periodi, questa opzione può rappresentare un’alternativa interessante alla polizza annuale tradizionale, permettendo di pagare solo per il periodo di effettivo utilizzo del veicolo.
Le strategie concrete per risparmiare
La regola più efficace, ripetuta da tutti i comparatori del settore, resta il confronto tra preventivi. Se un tempo si tendeva a rimanere fedeli alla stessa compagnia per anni, oggi le differenze di prezzo tra un assicuratore e l’altro, a parità di veicolo e profilo di rischio, possono essere molto consistenti: secondo alcune analisi, il confronto dei preventivi può permettere di tagliare il premio anche del 50% in determinate condizioni, con vantaggi particolarmente marcati per gli assicurati sopra i 45 anni, che in alcune regioni raggiungono riduzioni superiori al 50%.
Un secondo elemento su cui vale la pena concentrarsi è la classe di merito. Prima di rinnovare la polizza, conviene sempre controllare l’attestato di rischio digitale, perché errori di trascrizione nella classe di merito possono costare diverse centinaia di euro in più senza che l’assicurato se ne renda conto. Verificare che la propria classe corrisponda effettivamente alla propria storia di sinistri è un controllo che richiede pochi minuti ma può evitare un sovrapprezzo ingiustificato.
Le polizze a consumo, che fanno pagare in base ai chilometri effettivamente percorsi, rappresentano un’altra strada da valutare per chi utilizza l’auto in modo limitato. Il modello assicurativo tradizionale, uguale per tutti, lascia sempre più spazio a soluzioni personalizzate basate sul comportamento di guida, sulla percorrenza reale e sullo stile di vita dell’assicurato, e per chi percorre pochi chilometri all’anno questo tipo di polizza può tradursi in un risparmio significativo rispetto a una polizza tradizionale a premio fisso.
Vale anche la pena riconsiderare le garanzie accessorie alla luce delle nuove aliquote fiscali: non tutte le coperture extra offrono lo stesso rapporto tra costo e beneficio, e con l’aumento della tassazione su alcune di esse diventa ancora più importante valutare caso per caso se mantenerle o rinunciarvi, magari sostituendole con coperture più economiche offerte da altre compagnie.
Cosa guardare oltre al prezzo
Concentrarsi esclusivamente sul prezzo più basso può essere un errore. La chiave, secondo gli esperti del settore, non è cercare esclusivamente il preventivo più economico, ma il miglior rapporto tra massimali, franchigie e servizi offerti. Una polizza con un premio leggermente più alto ma con massimali di responsabilità civile più elevati e una franchigia più contenuta può risultare più conveniente nel lungo periodo, soprattutto in caso di sinistro con danni rilevanti.
Va anche considerato che le differenze di prezzo variano molto in base alla città di residenza: le grandi città con traffico intenso e maggiore densità di sinistri registrano generalmente premi più alti rispetto ai centri più piccoli, un fattore che pesa nel calcolo del preventivo insieme all’età dell’assicurato, alla classe di merito e al tipo di veicolo.
Domande frequenti
Perché l’RC Auto continua ad aumentare nel 2026? Principalmente per il costo crescente dei sinistri, legato all’elettronica sempre più sofisticata dei veicoli moderni, oltre a fattori come l’inflazione sui ricambi e alcune novità fiscali che gravano sulle compagnie assicurative.
Conviene confrontare i preventivi anche se sono contento della mia attuale compagnia? Sì, il confronto resta la strategia più efficace: le differenze di prezzo tra compagnie diverse, a parità di profilo, possono essere molto significative, e verificarle richiede solo pochi minuti online.
Cosa sono le polizze infrannuali? Sono polizze con una durata inferiore ai 12 mesi, pensate per chi utilizza l’auto solo per periodi limitati. Un decreto attuativo dovrebbe renderle pienamente operative, offrendo un’alternativa alla polizza annuale tradizionale.
Le garanzie accessorie sono diventate più care? In alcuni casi sì: l’aliquota fiscale su coperture come l’infortuni al conducente potrebbe salire in modo significativo, motivo per cui conviene valutare con attenzione se mantenerle o rinunciarvi.
Come posso verificare se la mia classe di merito è corretta? Basta consultare l’attestato di rischio digitale, disponibile tramite il portale IVASS o richiedibile alla propria compagnia, e confrontarlo con la propria storia effettiva di sinistri.
Conclusione
L’RC Auto nel 2026 resta un costo in crescita, ma con una dinamica più contenuta rispetto agli anni precedenti e con alcune novità normative che stanno ridisegnando la struttura dei prezzi, in particolare sulle garanzie accessorie.
Chi vuole davvero risparmiare non può limitarsi a rinnovare automaticamente la polizza in scadenza: confrontare più preventivi, verificare la propria classe di merito, valutare le polizze a consumo per chi guida poco e riconsiderare le coperture accessorie alla luce delle nuove tasse sono le strategie che, messe insieme, possono fare la differenza di centinaia di euro sul rinnovo.
