Legge di Bilancio 2027: tutte le anticipazioni su tasse, pensioni e bonus

Mentre le famiglie italiane sono ancora alle prese con le scadenze fiscali dell’autunno, a Roma è già partito il confronto sulla prossima manovra economica. La Legge di Bilancio 2027 è entrata nella fase più delicata: quella in cui i ministeri iniziano a mettere sul tavolo le proprie priorità, prima che il testo definitivo arrivi in Parlamento.

Non esiste ancora un disegno di legge, ma le indiscrezioni che arrivano dal Ministero dell’Economia e da quello del Lavoro permettono già di capire in che direzione si muoverà il governo su tre fronti che riguardano milioni di contribuenti: la tassazione del lavoro, le pensioni e il sostegno alle famiglie.

In questo articolo distinguiamo, con la massima onestà possibile, quello che risulta da fonti verificabili — leggi già in vigore che producono effetti anche nel 2027 — da quello che resta, per ora, solo un’ipotesi di lavoro. È una distinzione che conviene sempre fare quando si parla di manovra economica, perché tra le prime anticipazioni di agosto e il testo che arriva in Gazzetta Ufficiale a fine dicembre spesso cambia molto.

Cosa cambia (o potrebbe cambiare) sulle tasse

Il fronte fiscale è quello su cui il governo ha già preso una posizione più netta. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato come prima priorità l’estensione dell’aliquota IRPEF del 33% fino a 60mila euro di reddito.

Concretamente, la proposta prevede che la quota di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro non venga più tassata al 43%, ma al 33%: un risparmio pari al 10% della parte di reddito che eccede i 50.000 euro. Per chi guadagna, ad esempio, 52.000 euro l’anno, il beneficio si tradurrebbe in un risparmio proporzionale ai 2.000 euro eccedenti la soglia.

Un secondo fronte riguarda il lavoro autonomo. Tra le ipotesi discusse c’è un possibile ampliamento della flat tax per le partite IVA, con un innalzamento della soglia di accesso dagli attuali 85.000 euro fino a 100.000 euro di fatturato. È bene sottolinearlo con chiarezza: si tratta, allo stato attuale, solo di un’ipotesi sul tavolo, non di una misura già decisa, anche perché un intervento di questo tipo dovrà fare i conti con i vincoli di finanza pubblica imposti dall’Unione Europea.

Il terzo capitolo riguarda la detassazione degli aumenti salariali. Giorgetti ha parlato esplicitamente di una “tassazione agevolata, una sorta di flat tax” da applicare agli incrementi di stipendio riconosciuti dalle imprese, con un’attenzione particolare ai lavoratori più giovani.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato incentivare le aziende ad aumentare le retribuzioni, dall’altro evitare che quell’aumento venga in gran parte eroso dalla tassazione ordinaria. Resta da capire se questa misura si aggiungerà a quanto già previsto dalla Legge di Bilancio 2026, che ha introdotto un trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni per lavoro notturno e straordinario festivo svolto tra gennaio e settembre 2026: una proroga di questa agevolazione è tra le ipotesi più probabili.

Va anche ricordato che alcune misure fiscali per il 2027 sono già scritte nella legislazione vigente e non dipendono dalla nuova manovra: è il caso dell’imposta sostitutiva all’1% sui premi di risultato, già fissata per il 2026 e il 2027 con un limite agevolabile elevato a 5.000 euro, e del credito d’imposta per gli investimenti nella Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno, prorogato fino al 2028.

Le novità sul fronte pensioni

Il capitolo previdenziale è probabilmente quello più delicato, perché tocca direttamente il bilancio dello Stato e vede i partiti della maggioranza su posizioni diverse. Un punto è già fissato dalla normativa vigente: la Circolare INPS n. 28/2026 ha stabilito che dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita. L’incremento complessivo di tre mesi rispetto ai requisiti attuali sarà raggiunto solo nel 2028, quindi il 2027 segna solo il primo gradino di questo adeguamento.

Sul tavolo del confronto politico c’è invece l’estensione della pensione anticipata contributiva anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Se la proposta dovesse essere approvata, sarebbe possibile uscire dal lavoro a 64 anni con almeno 20 anni di contributi, a condizione di raggiungere una pensione pari ad almeno tre volte l’assegno sociale, con soglie più basse previste per le donne con figli. Si tratta di una misura che, se confermata, allargherebbe una possibilità oggi riservata solo a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1996.

Resta poi aperto il nodo delle pensioni minime. La rivalutazione straordinaria introdotta negli scorsi anni scade a fine 2026 e, senza un nuovo intervento nella Legge di Bilancio 2027, dal 2027 tornerebbe in vigore il solo adeguamento ordinario all’inflazione, con un impatto significativo sul potere d’acquisto dei pensionati con trattamenti più bassi. Il governo dovrà decidere se e come rifinanziare questa misura.

Sanità, banche e le altre priorità in discussione

Oltre a fisco e pensioni, la manovra dovrà affrontare almeno altri due dossier di peso. Sul fronte sanitario, il ministro Orazio Schillaci avrebbe richiesto circa 5 miliardi di euro aggiuntivi per il Servizio Sanitario Nazionale, anche se l’ipotesi più realistica al momento è uno stanziamento compreso tra 2 e 3 miliardi, da sommare al miliardo già programmato per il 2027. È un tema che si intreccia con le liste d’attesa e con il rinnovo dei contratti del comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2025-2027, verso cui il governo ha già assunto impegni specifici.

Un altro fronte, più tecnico ma con ricadute concrete sulle famiglie, riguarda le “risorse dalle banche”: tra le ipotesi discusse c’è un possibile contributo richiesto al settore bancario e assicurativo, sulla scia di quanto già avvenuto con la Legge di Bilancio 2026.

Anche in questo caso, però, si tratta di una discussione ancora aperta, che dipenderà dal quadro di finanza pubblica che emergerà nei prossimi mesi: il Documento di Finanza Pubblica 2026 prevede per l’anno in corso un deficit al 2,9% del PIL, un livello che secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio potrebbe creare le condizioni per l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione europea, con margini di manovra leggermente più ampi per il 2027.

Quando arriva il testo definitivo

Il calendario istituzionale prevede che il disegno di legge di bilancio venga presentato in Parlamento entro la fine dell’anno, secondo la prassi consueta. Il testo dovrebbe quindi arrivare alle Camere in autunno e diventare legge, salvo imprevisti, entro il 31 dicembre. Se il calendario abituale verrà rispettato, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa tra la fine di dicembre 2026 e i primi giorni di gennaio 2027, come accaduto per le manovre degli anni precedenti.

Fino a quel momento, ogni cifra e ogni percentuale circolata sui giornali resta un’ipotesi di lavoro, utile per capire la direzione politica ma non ancora una misura su cui si possa fare affidamento per pianificare le proprie scelte economiche. Chi ha bisogno di certezze concrete — su una scadenza fiscale, su una domanda di pensione, su un bonus da richiedere — deve continuare a fare riferimento alle norme già in vigore, non alle anticipazioni di stampa.

Domande frequenti

Quando entrerà in vigore la Legge di Bilancio 2027? Se il calendario parlamentare verrà rispettato, la legge dovrebbe essere approvata entro il 31 dicembre 2026 ed entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, come accade abitualmente per le manovre di fine anno.

È vero che l’IRPEF cambierà per i redditi tra 50.000 e 60.000 euro? È un’ipotesi indicata come priorità dal Ministero dell’Economia, non ancora una misura approvata. Prevede di applicare l’aliquota del 33% invece del 43% sulla quota di reddito tra 50.000 e 60.000 euro.

Quota 103 e Opzione Donna torneranno nel 2027? Al momento non ci sono anticipazioni che ne indichino il ritorno. Il confronto sulle pensioni per il 2027 si concentra piuttosto sull’estensione della pensione anticipata contributiva a 64 anni anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996.

Da quando sale l’età per la pensione di vecchiaia? Dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese, come previsto dalla Circolare INPS n. 28/2026, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita.

Dove posso seguire gli aggiornamenti sulla manovra? Le fonti più affidabili restano i comunicati ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le circolari INPS e i resoconti delle sedute parlamentari, che sostituiranno progressivamente le anticipazioni di stampa man mano che il testo prende forma.

Conclusione

La Legge di Bilancio 2027 è ancora, a tutti gli effetti, un cantiere aperto. Alcune misure sono già scritte nella legislazione vigente e produrranno effetti certi anche nel 2027, indipendentemente da cosa deciderà il governo nei prossimi mesi: l’aumento dell’età pensionabile, l’imposta sostitutiva sui premi di risultato, il credito d’imposta per il Mezzogiorno. Altre — la revisione dell’IRPEF, l’ampliamento della flat tax, la detassazione degli aumenti salariali, l’estensione della pensione anticipata contributiva — restano ipotesi che dipenderanno dal confronto politico e dalle risorse effettivamente disponibili.

La cosa più utile da fare, in questa fase, è continuare a seguire gli aggiornamenti ufficiali senza anticipare scelte economiche sulla base di misure non ancora approvate, e tornare a verificare il quadro completo non appena il testo della manovra sarà presentato in Parlamento.

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